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INFEZIONI E PATOLOGIE
Piede Diabetico
Il diabete mellito tipo II è una malattia cronica su base multifattoriale caratterizzata dalla combinazione di resistenza periferica tissutale all’insulina e alterata secrezione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas che porta ad un aumento di glucosio nel sangue. Questa patologia nella maggior parte dei casi si sviluppa in età adulta e spesso è associata ad obesità, ipertensione arteriosa e dislipidemia. Una delle complicanze del diabete è il piede diabetico spesso non si conoscono le problematiche che questa condizione può portare e soprattutto non si sa a quale figura rivolgersi oltre al diabetologo.
Per Piede diabetico si intende una complicanza cronica del diabete mellito, che causa alterazioni anatomofunzionali di piede e caviglia, determinate dalla neuropatia e /o dall’arteriopatia occlusiva periferica.
Da qui l’importanza centrale del Podologo sia nella prevenzione ma anche nella cura del piede. Molti studi epidemiologici dimostrano come una cura periodica e l’educazione del paziente riducano le complicanze.
Realizzazione
Considerato oggi come una sindrome decisamente invalidante, il piede diabetico può comportare due quadri patologici ben distinti in base al meccanismo di danno che il diabete provoca al piede:
1) Il piede diabetico è NEUROPATICO quando il danno è provocato dagli alterati livelli di glucosio nel sangue sul nervo. Parliamo quindi di danno neurologico, ovvero il diabete danneggia le fibre nervose sensitive motorie e vegetative dell’arto. In questo caso la neuropatia si manifesta da una parte con perdita progressiva della sensibilità, termica, tattile e dolorifica e dall’altra con un’alterazione anatomica del piede (appoggio plantare anomalo) che comporta aree di ipercarico che tendono ad ulcerare. In altre parole il paziente colpito da neuropatia diabetica tende a camminare male procurandosi ferite, ma avendo la sensibilità compromessa non è in grado di accorgersi tempestivamente delle lesioni ulcerative della pelle, delle piaghe sanguinanti e delle infezioni che se trascurate, possono diffondersi nei tessuti adiacenti ed evolvere in necrosi tissutale (cancrena).
2) Il piede NEUROISCHEMICO è causato invece dal secondo meccanismo di danno che è dovuto al deficit vascolare arterioso ovvero il paziente è soggetto ad una riduzione del flusso di sangue al piede causato dall’alterazione dei vasi sanguini degli arti inferiori che in questo modo diventa ischemico e più soggetto allo sviluppo di necrosi e gangrena .le lesioni ulcerative della pelle dovute a problemi circolatori (vasculopatia)o o dei nervi (neuropatia) possono manifestarsi nel piede e nella caviglia, provocando il rischio di infezioni pericolose che possono progredire e se non trattate in maniera opportuna ,possono rappresentare un fattore di rischio elevato per amputazione dell’arto o di setticemia che mette a repentaglio la vita del paziente.
Tali quadri riconoscono due eventi fisiopatologici diversi, che possono anche sovrapporsi e che implicano differenti percorsi diagnostico-terapeutici.
Sintomi
Il piede diabetico ha sintomi iniziali che possono essere temperatura del piede notevolmente aumentata, mancanza di sensibilità, presenza di bolle, tagli, graffio e ulcere.
Uno dei più frequenti sintomi del piede diabetico è il formicolio , soprattutto di notte ed è talmente frequente ed insistente da interferire con la qualità del sonno. Il piede diabetico può comportare tra i sintomi inziali anche una strana sensazione di punture a spillo all’altezza dei piedi e delle gambe.
È considerato uno dei sintomi più evidenti del piede diabetico anche la perdita della sensibilità con assenza di risposta agli stimoli termici tattili e dolorifici degli arti inferiori. Se il piede diventa ipersensibile a ogni possibile stimolo esterno se non percepisce con particolare fastidio anomalie di vario genere, dal contatto con superficie di varia consistenza o temperatura fino a una nuova scarpa troppo stretta vuol dire che qualcosa non funziona.
Il piede diabetico tra i sintomi ha anche segni estetici che vanno valutati con attenzione per esempio, la pelle degli arti inferiori risulta stranamente fredda al tatto o pallida alla vista.

Realizzazione
Il danneggiamento dei nervi può far perdere al piede la sua fisionomia creando deformità sulle quali si formano aree di carico patologiche che possono dare vita ad ulcere in zone come la superficie plantare delle dita.
Quando il piede non è più conformato correttamente si tende a deambulare in maniera scorretta creando zone di elevata pressione che tendono a rompersi creandosi cosi lesioni ulcerose che se trascurate si possono infettare. Se non trattate nel tempo e nel modo corretto le infezioni possono progredire fino a raggiungere i piani profondi della pelle per arrivare alle ossa, un attento esame della condizione clinica è necessario per comprendere la gravità della condizione ,esami del sangue radiografie per scoprire i danni causati alle ossa o un eventuale stato di gangrena, ecodoppler per valutare le condizioni del sistema circolatorio ,podografia sono alcune delle analisi necessarie per una valutazione approfondita della situazione.
Il podologo è, quindi, una figura di primo piano nella prevenzione e nel trattamento del piede diabetico per una diagnosi precoce e una cura tempestiva.

Visita e Trattamento
- Anamnesi del paziente per ottenere alcune informazioni che possono risultare utili alla definizione della diagnosi: pregressa ulcera/amputazione, durata del diabete, condizione abitativa, malattie dei parenti prossimi, precedenti interventi chirurgici; tipo di lavoro svolto
- Ispezione del piede per rilevare la presenza di sintomi che possono far pensare a complicanze (arrossamenti, ferite aperte, tagli, vesciche);
- Ricerca dei riflessi per cercare lo stimolo al fine di sondare il rischio di insensibilità e quindi alto rischio di ulcerazione;
- Valutazione della sensibilità tattile del piede;
- Valutazione della sensibilità vibratoria: applica un biotesiometro sul malleolo e sul I° dito del paziente o utilizza un diapason;
- Medicazione di ulcere podaliche;
- Realizzazione di ortesi plantari su misura e supporto all’acquisto di calzature adeguate, per ridurre i picchi di pressione a livello della superficie plantare e dorsale del piede;
- Educazione sanitaria: fornisce le linee guida per l’igiene e la pulizia del piede, fondamentale per la prevenzione.
L’assistenza podologica è fondamentale soprattutto quando si è già verificata un’amputazione anche minima, per scongiurare una recidiva.
Non è raro poi che il podologo sia il primo specialista a diagnosticare il diabete al paziente, che realizza la sua condizione dopo che si sono manifestati i primi problemi ai piedi.
Quando si hanno sintomi come ridotta sensibilità, formicolii, arrossamenti, freddo o caldo eccessivi, lesioni che fanno fatica a rimarginarsi, è sempre consigliabile prenotare tempestivamente una visita dal podologo.
Educazione Sanitaria
1) Esaminare e ispezionare ogni giorno i piedi, in particolare la pianta, tallone e dita. Osservare se tra le dita vi è macerazione, cute biancastra, e stato di salute delle unghie.(colore e spessore).
2) Lavare i piedi ogni giorno, con acqua tiepida e sapone neutro, asciugarli bene, soprattutto tra le dita.
3) Se presenti aree ipercheratosiche sul tallone o sui margini della pianta del piede., non utilizzare callifughi o sostanze lesive per asportarle.
4) utilizzare una crema idratante o specifica per i piedi diabetici per rendere la cute elastica e morbida. Gli ispessimenti in eccesso vanno trattati dal podologo poiché spesso rappresentano quadri indicativi di vizi posturali o di uso di calzature inadeguate.
5) Evitare temperature troppo calde o troppo fredde e di conseguenza, non utilizzare borse d’acqua calda o termofori. Se di notte i piedi sono freddi, indossare calze di lana (se necessario).
6) Non camminare scalzi se possibile. Indossare scarpe comode, evitare le scarpe con punta stretta o con tacchi alti, ,preferire scarpe comode con tomaia ampia.
7) indossare le scarpe con calze se possibile. Indossare calze di giusta misura, senza rammendi e, possibilmente, senza cuciture. Cambiare calze e calzini ogni giorno.
8) Tagliare le unghie dritte, non troppo corte. Se si è in difficoltà, farsi tagliare le unghie dal professionista. Avvertire sempre il podologo che si ha il diabete.
9) Non tagliare calli o duroni da soli. Le ipercheratosi vanno trattate dal professionista poichè una iperpressione e conseguente ipercheratosi può generare una lesione occulta. Non forare vesciche o bolle con aghi. Coprire le ferite con garza sterili, fissare poi con rete elastica o cerotti di carta. Non usare cerotti telati, la colla potrebbe irritare la cute. Cambiare la medicazione ogni giorno e osservare attentamente la lesione.
10) Seguire sempre le istruzioni del medico per le medicazioni delle ferire e i consigli, e del podologo, ricordarsi di far sempre ispezionare i piedi a ogni visita.


